
Quando si parla di alimentazione sono molti gli errori che si compiono, e spesso è meglio affidarsi ad un esperto.Ne parliamo con la dietista Margherita Minguzzi, che all’ospedale privato accreditato Domus Nova di Ravenna svolge sia consulenza interna che ambulatoriale.
“Come in tutte le specializzazioni mediche, dove le nuove teorie scientifiche cambiano tecniche e trattamenti, anche per l’alimentazione prevalgono nuovi modelli di pensiero supportati da metodi innovativi”.
Da dove conviene partire?
“Le ultime teorie mettono in evidenza l’importanza dell’educazione alimentare rispetto ad un vero e proprio regime alimentare restrittivo. Anche quando si parla di patologie che necessitano di una dieta rigida è necessario avere le conoscenze e la possibilità di variarla”.
Ferree restrizioni aiutano a risolvere il problema?
Assolutamente no, anzi a volte possono favorire un peggioramento o complicanze.Tutti conosciamo le difficoltà di attenersi ad un’alimentazione rigorosa che in alcuni casi può aggravare eventuali disturbi psicologici già presenti”.
Qual è il suo modo di intervenire sul problema del paziente?
“Il mio obiettivo, come spiego ai miei pazienti,è quello di migliorare l’alimentazione individuale, modificando gradualmente le abitudini, imparando ad utilizzare nuovi metodi e tecniche sostitutive. In questo modo a poco a poco acquisire uno stile di vita diverso”.
Quindi insegna a mangiare?
“Esattamente. In base alla mia esperienza posso dire che, se anche l’obiettivo nutrizionale non si raggiunge pienamente, si possono modificare certe abitudini alimenatri che portano comunque ad un beneficio. Quando questi comportamenti diventano acquisiti, si crea un ulteriore spazio mentale per poter ricevere altre informazioni e tecniche comportamentali sempre più affinate”.
A volte nelle riviste si legge di diete da fame e di trucchi per perdere peso velocemente. Che ne pensa?
“Certamente i mass media non aiutano a migliorare le conoscenze in campo alimentare e ci si trova spesso disorientati rispetto a prodotti pubblicizzati che promettono falsi risultati. Bisogna invece percorrere un cammino graduale, cominciando ad esempio da metodi diversi di cottura e da semplici accorgimenti che, se ripetuti, portano a miglioramenti duraturi”.
Quanti chili si possono perdere in un mese,senza arrecare danni alla salute? “Non esiste una diminuzione standard, dipende dal peso e dal tipo di alimentazione del momento. E’possibile fare una previsione solo dopo una indagine dettagliata sulle abitudini alimentari e un controllo dei parametri antropometrici (peso, statura, circonferenze, pliche cutanee).
L’attività fisica è importante?
E’ certamente importante ma deve essere costante e non eccessiva. Deve diventare parte del nostro quotidiano. Naturalmente, ciascuno di noi deve sapere che l’alimentazione varia al variare del dispendio energetico giornaliero.
Come sono cambiate le abitudini alimentari negli ultimi anni?
“Il consumo di pasti fuori casa e la diminuzione di dispendio energetico dovuto al lavoro sono fattori che hanno portato a cambiamenti significativi. Attenersi ad una dieta tradizionale è infatti una cosa sempre più difficile. Anche per questi motivi una buona prescrizione dietetica deve tenere conto di queste necessità pratiche per ottenere validi e duraturi effetti”.
Fonte:QUI Magazine
